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Bochesmalas

sabato 9 luglio 2016

Tenebre


Il primo giorno il cielo divenne lattiginoso, come se una foschia densa avesse avvolto gli astri di tutto il firmamento con un manto candido dalle trame fitte.
Il secondo giorno il candore pallido della volta celeste mutò in un grigiore diffuso che andava a nascondere il sole e a offuscarne la luminosità.
Il terzo giorno arrivarono le tenebre…

Il mondo sottostante e i suoi abitanti non ebbero il tempo di reagire né di capire cosa stesse realmente accadendo al di sopra delle loro teste. L’evoluzione fu talmente rapida da cogliere di sorpresa anche i più eminenti scienziati, dotti e sapienti, in ogni angolo della Terra.

Il buio avvolse il sole, la luna e le stelle e ogni altra cosa. Anche le popolazioni nordiche abituate alle notti polari, ai lunghi inverni senza sole, vennero private dell’aurora boreale e del soffitto di stelle.
A ogni latitudine si ebbe un notevole incremento del consumo di energia elettrica per compensare con l’artificio l’assenza di luce. I pannelli solari divennero inutilizzabili. Ma erano soprattutto le piante e le coltivazioni di ogni genere a subire più di tutto il resto gli effetti del buio, in un primo tempo. Ben presto, però, gli effetti collaterali dell’oscurità andarono a colpire ogni singolo aspetto del pianeta e della vita dei suoi abitanti.

Il decimo giorno smise di muoversi anche l’aria. Il vento cessò di soffiare. Le pale eoliche si fermarono e lo smog si adagiò sopra le città, definitivamente.
L’aria, ferma, immobile, nera e pesante, divenne malsana e irrespirabile molto velocemente.
Molte specie vegetali e alcune animali perirono e sparirono già al ventesimo giorno. Mentre le specie notturne proliferarono in modo esponenziale.
Il ventunesimo giorno venne instaurato, in quasi tutte le nazioni, il coprifuoco, perché l’oscurità stava facendo aguzzare la vista a rapinatori, ladruncoli e criminali di ogni risma.
Nel volgere di poco tempo l’energia elettrica venne razionata, e molte industrie e attività commerciali chiusero bottega, a iniziare con quelle che avevano in qualche modo a che fare con il sole o il mare. In effetti non aveva più molto senso acquistare ombrelloni, occhiali da sole, costumi da bagno o creme solari. L’intera industria vacanziera cessò di esistere. E il buio ne approfittò, si insinuò dentro le anime portandosi dentro il pesante fardello della depressione e altre turbe attinenti all’oscurità.
Il numero di morti aumentò rapidamente e inesorabilmente, sia a causa dell’incremento della criminalità, sia per mano della depressione che spingeva al suicidio i più deboli. E quella voce, quella spinta, l’avvertirono in molti; era una tentazione irresistibile seppur irreversibile. Del resto in molti, moltissimi, persero il lavoro e videro, nonostante la scarsa illuminazione, i propri risparmi andare in fumo.
In molte città iniziò a scarseggiare il cibo. I prodotti della terra, frutta, verdura, ma anche carne e pesce sparirono dagli scaffali molto velocemente.  Seguiti dagli alcolici che, ormai, si vendevano più del pane. Resistettero più a lungo il cibo in scatola e i prodotti industriali in genere.
Come conseguenza inevitabile della carenza di cibo iniziarono a scoppiare rivolte e saccheggi in quasi tutte le città del mondo.
I morti e il fuoco ricoprivano gran parte dei centri abitati.

- Cazzo, ma che hai combinato?
- Io? Niente. Stavo solo pulendo il pannello di controllo.
- Guarda di sotto, imbecille! Guarda che casino hai combinato!

L’assistente scostò le nubi e guardò in basso.

- Accidenti che puzza. È tutto nero…
- Presto, accendi la ventola e la luce. Muoviti, cazzo!
- Si, Signore, corro…

L’assistente si precipitò ad ali spiegate verso la cabina di comando e ripristinò l’energia solare e il vento. Lentamente i motori si rimisero in moto e l’oscurità andò sfumando, là sotto lo strato di nuvole candide.

- Fatto, Signore.
- Fatto un cazzo! Stronzo infame!

Detto questo, Dio che era si giusto e misericordioso, ma quando gli giravano le palle erano cazzi amari per tutti, afferrò l’assistente per le ali e lo scagliò giù dal cielo.

L’angelo decaduto attraversò l’atmosfera, le tenebre sempre meno fitte e l’aria sempre meno ferma, e raggiunse il suolo spiaccicandosi con un pesante tonfo nel bel mezzo di una piazza affollata di gente incredula.
Il mondo era con il naso all’insù, gli occhi arsi dal sole, le narici ricolme di aria, odori e profumi sospinti dalla brezza, i visi pallidi ed emaciati ma felici. 

Intanto gli animali notturni e i vampiri correvano disperatamente alla ricerca di un riparo dalla luce.

E nella piazza la folla si riunì intorno ad uno strano individuo di bianco vestito e di ali munito. Dopo qualche istante di timore e imbarazzo alcuni umani presero coraggio (e qualche randello) e si lanciarono sull’essere piovuto dal cielo. Lo massacrarono di botte e infine lo spennarono come una gallina prima del pranzo della domenica.

E le tenebre sparirono per sempre…





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